poeta
contentodesign

NUOVI ASSEMBLAGGI POSSIBILI - la poesia  nell'epoca  del  newmedia

HOME
Ma che poesia è?
un testo capace di mutamento.
categorie per l'analisi
Scrivere il testo mutevole
La scatola
Scatola con poesia "Capace di cambiare"
I Distributori automatici di poesia
DAP1
DAP2
DAP3
Storia dell'animazione del testo:
Introduzione alla tipografia dinamica
Le prime esperienze e gli anni 30.
Gli anni 50 e 60
Gli anni 70 e 80
Intervista con
Eduardo Kac
L.P.Gyori
Bill Seaman
Web Mag
born magazine
poems that go
panoplie
rassegna stampa
portfolio
contatti 
 

  Rassegna stampa

Alla fiera del libro di Torino si è tenuta l'intrigante premiazione del concorso Scrittura Mutante 2.0, la più importante vetrina italiana sulla scrittura e la narrazione nell'epoca delle nuove tecnologie. Curato dall'Osservatorio Italiano sulla Scrittura Mutante, il concorso ha premiato ad ex-aequo i siti Out of target e Oltre il muro e, al secondo posto, sempre ad ex-aequo, Esercizi di Stile e Contentodesign […]”
Pierdomenico Baccalario

My Tech (www.mytech.it), 19 maggio 2003

 

“Loro, i giovani artisti dei neonati linguaggi, tra un bicchiere e un clic gli Osservati speciali proseguono la loro maratona teorica con un obiettivo tanto semplice quanto ambizioso: comunicare nel migliore dei modi, o meglio, con i migliori modi possibili, siano questi SMS, MMS, video, chat o tutti quanti insieme. Ecco Daniela Calisi, poetessa torinese e webmaster, lauraeata in Scienze della comunicazione con all’attivo l’idea vincente dei distributori automatici di poesia per una fruizione rapida dei versi poetici che ora, nel suo nuovo progetto, migrano per le vie della città e delle case scritti dagli stessi passanti (www.contentodesign.it) […]”
Marina Leonardini

La Stampa, 6 aprile 2003

 

“Staff writer o free-lance? Qualunque sia la scela professionale che si è intrapresa, perchè non sfruttare l’enorme platea del Web per farsi conoscere? Sono sufficienti un po’ d’impegno e pochi investimenti per costruire il proprio sito o blog. In questi tempi di crisi della new economy è una soluzione efficace per promuoversi verso potenziali clienti e datori di lavori. Così hanno fatto alcuni writer italiani, come Sandra Cavallo con il suo Content Design, magari proponendo anche esperimenti e ricerche creative come Pietro Izzo e Daniela Calisi con Content(o) design”.
Sara Camera

Internet News (www.internetnews.it), luglio 2003

 

“La principale innovazione ottenuta grazie alla struttura immateriale dello schermo e dei suoi contenuti pone consiste nella dinamicità del testo che, ben lontano dall'essere immutabilmente stampato su una pagina bianca con inchiostro inamovibile, qui si muove e cambia sotto gli occhi di chi legge. L'utente si trova di fronte a una diversa dimensione testuale: deve abituarsi a sbalzi e sorprese, ma può così godere di un'esperienza ricca e stimolante. Un esempio di poesia che muta a seconda dei movimenti e dei clic del mouse lo mostra Content(o)design, una rivista on line dedicata agli esperimenti di new media poetry. Qui i versi danzano, o fuggono dalla loro riga per espandersi graficamente e rientrarvi poco dopo, o vengono alterati mantenendo intatto il senso compiuto. L'autrice, Daniela Calisi, approfondisce queste pratiche in saggi e interviste che aiutano a contestualizzare opportunamente queste realizzazioni in formato shockwave”.
Alessandro Ludovico

My Tech (www.mytech.it), 30 dicembre 2002

 

“La contaminazione dei linguaggi e l'utilizzo creativo dei supporti artistici nel secolo scorso ha spinto un radicale rinnovamento nei contenuti e nelle forme artistiche. La poesia e la parola scritta hanno scoperto una nuova dimensione grafica e spaziale con cui farsi portatrici di messaggi più immediati e sintetici (dalle parolibere futuriste alle loro esaltazioni per l'avvento della cartellonistica pubblicitaria). Con la diffusione dei nuovi media, le sperimentazioni poetiche spostano la loro attenzione sulla dissoluzione del supporto fisico e sull'interazione dell'opera da parte del lettore. La new media poetry in particolare, prendendo coscienza che, come affermava già Derrida, nessuno scrittore ha il pieno controllo del medium scritto, abbandona la struttura fissa delle proprie composizioni e concepisce una poesia dinamica fatta di parole mutanti e versi ricombinanti che si modellano attorno all'interazione del lettore. L'interpretazione dell'elemento tecnologico varia da artista a artista: c'è chi fa dei nuovi media uno strumento capace di creare evocativi ambienti virtuali in cui ogni esplorazione fisica consente una lettura del testo sempre diversa (poesia olografica e poesia virtuale); chi invece incentra i suoi studi su procedimenti di scrittura tecno-poetici (poesia ricombinante) che consentono al fruitore di operare una scomposizione e ricomposizione del testo, spesso associato ad elementi audiovisivi, perché individui significati diversi a seconda della disposizione testuale. Nel suo web magazine Contentodesign Daniela Calisi affronta in prima persona, come poeta, e criticamente, come studiosa, le sperimentazioni riguardanti poesia e nuove tecnologie. Nel sito compaiono sia prove di new media poetry (tutte in formato shockwave) sia articoli di approfondimento storico relativi alle sperimentazioni cinematografiche degli anni '30, nonchè interviste ad importanti sperimentatori nel campo tecno-poetico come Bill Seaman, Pablo Gyori ed Eduardo Kac”.
Clemente Pestelli

Neural.it (www.neural.it), 6 dicembre 2002

 

“L'idea forte di questo Terzo Distributore Automatico di Poesia è quella d'essere concepita come un'interfaccia di lettura, in grado cioè di indurre ad un'interazione fisica tra il corpo del lettore e i testi dinamici proiettati. Lo scopo dichiarato è quello di portare i testi poetici a contatto con lo spettatore inserendoli nel paesaggio urbano così come l'autrice lo rivendica "La città, le vie, i luoghi del passaggio urbano divengono lo spazio testuale in cui il lettore muovendosi provoca mutazioni, mentre l'atto del leggere diventa una esperienza corporea". L'installazione prevede che i testi vengano proiettati tramite un videoproiettore sulle pareti e per terra, mentre la presenza di fotocellule e di rilevatori di prossimità trasmetteranno i movimenti delle persone ad una centralina collegata con il computer che piloterà le combinazioni poetiche interattive”.
Nadia Andreini

Computer & Internet (www.compeint.com), 2002

 

“Il passaggio dalla poesia cartacea a quella elettronica recupera alcuni elementi strutturali della poesia. La pagina viene spesso tenuta come unità base della composizione, spazio dove vengono valorizzati le sagome dei caratteri e i rapporti di proporzione tra caratteri, parole e pagina. Le diverse unità di senso vengono connotate dalla loro visività dal colore che posseggono o dalla loro posizione. Ma il testo non rimane neppure statico, comodo e sicuro come sulla carta, ma dinamico e irrequieto, con parole in movimento, elementi semantici cangianti e polisemici. La pagina può allora modificare aspetto grazie alle tecniche di flash e dynamic html ma spesso e nei risultati migliori lo fa motivatamente in base alle interazioni del lettore. La poesia si modifica in seguito all'esplorazione del testo e riguadagna la sua primordiale freschezza orale in questo movimento, in questa risposta alle azioni del pubblico, in questo ritorno alla performance. Tre sono così le caratteristiche fondamentali della poesia elettronica: dinamicità, interazione, visività. All'estero sono molti le opere e gli scrittori che fanno riferimento a questo movimento. In Italia, questo è uno dei settori più maturi della nuova letteratura. Basta guardare i componimenti poetici di Daniela Calisi per capire l'efficacia espressiva a cui è giunta questa forma di scrittura. In essi si amalgamano parola, grafica e programmazione che rende la parola dinamica”.

Contexto (www.contexto.it), 22 luglio 2002

 

“[…] Torino ha inaugurato lo scorso autunno una manifestazione costruita intorno alla letteratura italiana contemporanea. Sulla scia degli affermati meeting britannici, dei marché di poesia parigini, i libri escono dalle librerie, dove faticano ad accalappiare il pubblico, e si riversano sulle strade. Se Maometto non va alla montagna… C’è chi, con reminescenze sanremesi, li chiama festivaloni, c’è chi osserva che con tutti i problemi delle città ci mancava solo più la poesia, ma ci sono anche i ragazzi dello struscio del sabato pomeriggio che riconoscono i versi di Boris Vian impressi sul selciato […]”
Stefano Delmastro

Il Baretti universitario,Anno 4 n. 1/1999

 

“Oltre ai numerosi appuntamenti della Biennale giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, Torino dal 1 aprile sta ospitando – fino al 30 – La Biennale off […] Una curiosità: sparse per la città ci sono macchinette dona-poesia. Con solo cinquecento lire si può avere una pallina con dei versi scritti per la Biennale”.
Marco Romani

Liberazione, 18 aprile 1997

 

“Con la modica cifra di 500 lire, inserite nell’apposita fessura, e un mezzo giro di chiave si ottiene una pallina di plastica contenente una breve composizione letteraria in versi o in prosa, o una gustosa ricetta mediterranea. I testi sono quelli dei giovani selezionati dalla Biennale. L’iniziativa è dell’Osservatorio letterario giovanile da un’invenzione di Daniela Calisi, giovane scittrice torinese e realizzata dalla casa editrice torinese Dedalo”.

Torino Sette, marzo 1997

 

i testi
i testi in questa sezione sono di Daniela Calisi