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  Ma che poesia e'?

Categorie per l’analisi

Nella new media poetry il dinamismo di ciascun testo implica un’evoluzione contenutistica e concettuale strettamente legata alla singola esperienza di ogni lettore. La lettura non va considerata come la produzione di una serie di sincronie successive ma costituisce invece l’emersione, talvolta progressiva, talvolta sincronica, di una molteplicità di concetti fondanti un mondo semantico almeno in parte strettamente soggettivo. Utilizzando come parametro il rapporto tra l’interazione del lettore e la mutabilità del testo si possono distinguere tre caratteristiche:

Animazione

Riguarda il comportamento e l’apparizione del testo nel tempo: cambiamenti di visibilità, di posizione, di forma, dimensioni e colore. Si tratta di mutamenti nel modo in cui il testo viene percepito visivamente.

“Questo livello di percezione supera largamente la semplice identificazione della forma creata dalla successione del disegno di lettere ad una o due dimensioni. Nella sua interezza, la parola genera due sensi l’uno associato all’idea rappresentata dalla parola stessa, costituita a partire da una concatenazione di lettere, l’altra nasce dalla sua manifestazione visiva olistica (l’immagine tipografica)[...] Il disegno di lettere dalle specificità comportamentali, antropomorfiche, cinetiche o altro, testo che si fluidifica e cola, strutture tridimensionali mantenute da linee, piani e volumi di testo attraverso i quali il lettore può spostarsi ... non sono che alcuni esempi dell’incidenza della tecnologia digitale sul disegno di una lettera, che altrimenti sarebbe improntato alla semplicità e all’umiltà [...] Il lettore si confronta con componenti [testuali] che hanno un ruolo dimensionale, temporale, effimero e transitorio, non è più in presenza di una composizione fissa, ma di una successione di composizioni che non è neppure tenuta alla coerenza né è visivamente ben definita[...]”. [Bellantoni e Wollman, 1999]

L’animazione viene qui analizzata in particolare nel suo effetto sui tempi della lettura e in quei richiami più o meno impliciti e ricorsivi a i vari tropi letterari relativi al nascondimento e alla reticenza.

 

Interazione

Riguarda il rapporto tra testo e lettore. In particolare la reattività del testo a determinate azioni ma anche, in senso più ampio, i modi in cui il testo configura e consente questo rapporto. Questi modi sono strettamente influenzati sia dalla implementazione tecnica sia da precise scelte nel disegno dell’interfaccia che viene qui considerato sempre frutto dell’intervento dell’autore e quindi elemento facente parte a tutti gli effetti del testo.

Mutabilità

Riguarda la capacità del testo di mutare il proprio valore semantico e di esprimere “elementi di non linearità del linguaggio” [Segre, 1985]

“In altre parole si è usciti dalla cosiddetta linearità del linguaggio (per cui i fonemi, combinati in monemi, si succedono nel tempo della pronunzia o nello spazio della scrittura, senza mai sovrapporsi) e si sono costituiti discorsi alternativi, che congiungono gli elementi ricavati dal discorso. Questa operazione viene fatta mentalmente, e spesso inconsapevolmente, dall’ascoltatore, ma è molto più agevole per il lettore che può ritornare più volte su una stessa sezione di testo, e individuare sempre più elementi connessi, sempre più discorsi alternativi. Va notato che tutti questi discorsi sono di tipo asintattico, solo sintattico essendo il discorso portante. Ciò che si sforza di renderli sintattici è la nostra operazione connettiva, il nostro meta discorso”. [Segre, 1985]

Rileggendo queste affermazioni di Segre si può osservare che la mutabilità dei testi dinamici estrinseca e realizza un’operazione che nei testi statici è affidata esclusivamente all’attività mentale ed inconsapevole del lettore. La estrinsecazione grafica di “elementi connessi” é qui il valore fondante di ciò che Segre chiama, citando Hjemslev, la sostanza dell’espressione, così come la generazione di “discorsi alternativi” è la finalità principale sottesa da questa particolare forma stilistica. Se, sempre citando Segre:

“I valori fondamentali della parola stile sono due: 1 ) l’assieme dei tratti formali che caratterizzano (nel complesso o in un momento particolare) il modo di esprimersi di una persona, o il modo di scrivere di un autore, o il modo in cui è scritta una sua opera; 2) l’assieme dei tratti formali che caratterizzano un gruppo di opere, costituito su basi tipologiche o storiche”. [Segre,1985]

allora si può affermare che la continua sollecitazione che questi testi mettono in opera allo scopo di incapsulare in un unico testo molteplici discorsi alternativi o complementari ricopre qui un ruolo stilistico. I testi dotati di mutabilità pongono in questione le usuali tecniche di interpretazione poiché incrementano la potenzialità significativa di ogni parola. Si può dire che nella sua evoluzione grafica e interattiva il testo mutabile fornisca di per se stesso un idioletto proprio portando nell’ambito della connotazione quei significati che sarebbero reperibili solo a livello denotativo tramite il confronto di molti testi. Se nella sua analisi Segre può scrivere che

“La parola, che è un fascio di significati (potenzialità) nel dizionario, ne assume uno, e uno solo (a parte i casi di ambiguità) una volta unita alle altre parole del testo”[Segre, 1985]

questi testi invece operano un ribaltamento di questa situazione: la parola, unita alle altre parole del testo da rapporti di animazione, trasformazione, mutazione, permutazione e scambio di morfemi, amplifica le proprie potenzialità ricostruendo un fascio di significati che non corrisponde a quello del dizionario ma piuttosto è espressione di un idioletto ricreato in cooperazione tra autore e lettore.

“Essendo sostanza dell’espressione la realizzazione fisica (fonica o grafica) dello stesso discorso ” [Segre,1985]

 

 
i testi
i testi in questa sezione sono di Daniela Calisi