NUOVI ASSEMBLAGGI POSSIBILI - la poesia  nell'epoca  del  newmedia

 
  • Poesia Virtuale

    Le poesie virtuali si sviluppano in un ambiente completamente artificiale e libero da qualunque limitazione fisica , creato attraverso vari tipi di software per lo sviluppo di realtà virtuale che consentono di manipolare, navigare, applicare al testo comportamenti e proprietà - evoluzione, suono, animazione.
    La lettura dei Vpoems avviene quindi attraverso l'esplorazione in tempo reale di questo ambiente per mezzo di interfacce di tipo completamente immersivo che consentono all'utente di vivere un'esperienza di “presenza" nel virtuale grazie a visori e protesi applicati sul corpo.
    Grazie a queste interfacce l’utente ha effettivamente l’impressione di trovarsi a “camminare” o “volare” intorno ai testi.

  • chi e' Pablo Gyori

    Ladislao Pablo Gyori nasce a BuenosAires nel 1963.
    Nel 1989 si laurea in ingegneria elettronica presso la National Tecnological University di Buenos Aires.
    La sua attività letteraria comincia nel 1983 e fin dal 1984 ha compiuto sperimentazioni nel campo della computer art, del 3D e del disegno CAD (computer assisted design).

 
 
 

Ladislo Pablo Gyori

L' esperienza poetica di Gyori si fonda sulla convinzione che profonda l'uso creativo dei media elettronici implichi una traslazione dell'intero processo creativo nel campo dello spazio virtuale attraverso le odierne capacità di elaborazione.

Questi modelli, implementati in VRML e navigabili tramite uno specifico plug-in per il browser web, mostrano efficacemente alcuni aspetti concernenti la formulazione verbale e le varie modalità di costruzione linguistica concepite da Gyori.

In questo spazio i contenuti vengono continuamente riformulati grazie alla possibilità di modificare la loro disposizione, l’esperienza della lettura non si limita quindi ad una semplice acquisizione sensoriale che lascia il testo intatto ma lo modula secondo un modello ad albero creato dagli spostamenti e dagli interventi dell’utente.

 

Intervista con Ladislo Pablo Gyori

Oggetto: virtual reality & poetry

Data: Wed, 01 Dec 1999 23:38:10 -0800


  • Come hai portato avanti il tuo progetto di Ambiente digitale?

  • Come è nata l’idea di una poesia tridimensionale?

  • Quali saranno i prossimi sviluppi?

Bene, proverò a rispondere a queste domande...

Durante il 1994 ho fondato nella mia città un gruppo interdisciplinare chiamato TEVAT. I cinque tratti salienti che caratterizzavano tale gruppo erano contenuti in un manifesto e, per via della mia professione ed esperienza artistica - CAD e animazioni 3D nell’arte visuale dal 1984- io mi sono dedicato alla ricerca sui quei soggetti che avessero attinenza con la realtà e l’arte virtuale:

a) Identificazione dei codici artificiali e misti (eterogenei) nell’interfaccia dell’immersione;

b) Iperstrutture del linguaggio in uno spazio pluri-dimensionale (fino ad arrivare alle tre dimensioni);

c) Creazioni plastiche e letterarie nel cyberspazio, con codici che possono essere stabiliti nel nuovo ambiente.

Questi sforzi di promuovere un nuovo tipo di esperienza poetica nelle condizioni della realtà virtuale mi hanno permesso di promuovere quella che io chiamo Virtual Poetry; che bisogna distinguere da tutti gli altri tipi di creazioni poetiche sviluppati e contenuti nel reale spazio fisico (supporti fisici come libri, video, fotografie, ologrammi, stereogrammi) e/o nello spazio bidimensionale (io includo in questo il “tradizionale” ipertesto con risorse multimediali).

Questi studi e ricerche relativi alla poesia virtuale permettono di “graduare” (nel suo significato semiotico) il campo della realtà virtuale rispetto a tutte le possibilità del linguaggio verbale e visuale e ad altri codici che possono essere prodotti. Quindi è necessario l’uso della semiologia, e, specialmente, l’applicazione della Theory of Semantic Fields e della Information Theory. La prima, come tu sicuramente saprai, nella sua formulazione vettoriale, concorda con le posizioni illustrate da Garcia Mayoraz nel suo libro “Entropia/ Lenguajes” (1989), le quali sono state studiate e parzialmente verificate con il circuito neuromorfico da Geoffrey Hinton (Toronto U.), David Plaut (Carnegie Mellon) and Tim Stiallice (London U. College) intorno al 1993.

Da un altro lato, durante il 1994, ho pubblicato “Estiajes”. Questo libro contiene testi poetici che sono stati trattati probabilisticamente - nel loro aspetto sintattico e morfologico- con la Teoria dell’Informazione.

L’ultima sezione del saggio finale chiamato ”Poetry and mixed sistems”, riguarda un progetto di sistema pilotato per computer, con possibilità di intelligenza artificiale, che prelude al progetto del Virtual Poetry Domain, le cui funzioni future fanno pensare in relazione a un “cervello artificiale” come l’analisi semantica vettoriale, etc...


Rispetto ai modelli originali vrml esposti in web o quelli usati per produrre ancora immagini e animazioni dimostrative, essi sono sviluppati usando software professionali e renderizzati su una workstation grafica.

Quando si mira alla manipolazione in tempo reale, anche con le altre prestazioni di una postazione professionale, ci si deve sforzare di semplificare i poligoni, tuttavia non si possono fare molte semplificazioni (minimizzando i dettagli), perché i segni perdono la loro fisionomia, diventando rudimentali o decisamente irriconoscibili. Le demo che hai visto implicano un forte set di richieste alle risorse del computer. Quindi, l’unica soluzione sono le grandi workstaion con schede video dalle prestazioni altissime (per esempio le Silicon Graphics). Sebbene possano essere incredibilmente valide nel calcolare ed disegnare simulazioni immersive in realtà virtuale, questo richiede requisiti software molto specialistici e costa circa $ 100.000, (in Argentina) limita le possibilità di utilizzazione, a meno di essere sostenuti da un’ istituzione o una corporazione; ma nella mia città, dove vige un certo tipo di politica, questo è davvero impossibile.

Qualcuno ha detto che “i progetti VR implicano collaborazioni multidisciplinari tra molti individui ed istituzioni”. Così come stanno le cose, tutto il progetto dipende quasi esclusivamente dal mio personale sforzo e, per queste ragioni, è quasi fermo perché richiede una grande spesa che io non posso sostenere; ma spero presto di poter contare su queste indispensabili collaborazioni. Sto cercando un’istituzione o un’università che possa essere in grado di sostenere la spesa. Ma è davvero un po’ arduo trovarne una.


The Virtual Poetry Domain (english)

Intervento di Gyori al COSIGN-2002,
02 – 04 settembre 2002, Università di Augsburg,
Lehrstuhl für Multimedia-Konzepte und Anwendungen,
Germania